Motivare la squadra di collaboratori ©MarinaIonescu

Motivare la Squadra di Collaboratori: 9 Errori da NON Fare

Motivare la squadra di collaboratori non è una cosa da poco. Non è una cosa che si ottiene in poco tempo e ci sono delle qualità che bisogna avere chi dirige il team.  Un team che funziona è il risultato della guida di un vero leader. Purtroppo, l’imprenditore o il manager, non sa essere un vero leader. Non ha le conoscenze per guidare e motivare la squadra di collaboratori, non sa impostare una missione e trasmettere a tutti l’energia e l’entusiasmo indispensabili per perseguirla. Tante volte lamentano che le persone non sono produttive o che sono demotivate e provano con scarsi risultati a motivarli senza però cambiare loro stessi.

Il problema della leadership è che richiede uno sviluppo interno. Non puoi essere un leader solo perché leggi molti libri.

Dietro a questo scenario ci sono una serie di errori che sarebbe opportuno evitare o correggere in modo da aumentare la produttività dei propri collaboratori e migliorare il clima aziendale.

Vediamo quali sono i più gravi degli errori e come si possono rimediare:

1. Non saper comunicare in modo efficace

Non essere in grado di usare la leva della comunicazione è un grave handicap per chi deve gestire i propri collaboratori. Saper comunicare e gestire i feedback è la chiave della produttività del team che funzionano e ottengono risultati importanti. Potenziare queste capacità porta ad aver un clima che permette la crescita e lo sviluppo dell’azienda.

2. L’atteggiamento mentale negativo

Questo modo di vedere le cose è un modo distorto, che scarica l’energia del gruppo di lavoro. Avere una lente che fa vedere solo le cose che non funzionano, i problemi e cercare in continuazione di mettere in evidenza di chi è la colpa. Questo impedisce ai collaboratori di svolgere bene il loro lavoro, di avere idee che potrebbero migliorare la produttività del singolo appartenente al gruppo e di motivare la squadra di collaboratori. Imparare a valutare che , a parte i problemi, c’è anche un lato positivo, ci sono anche delle opportunità in tutte le situazioni. O se non ci sono, di crearle. Questo tipo di atteggiamento farebbe in modo di accrescere lo scambio di idee nel gruppo, creerebbe maggior apertura.

3. Credere di essere l’unico che sa cos’è giusto

Questo ha valenza di non ascoltare quello che gli altri hanno da dire. In questo modo perdi l’opportunità di imparare cose nuove e ti esponi al rischio di sbagliare maggiormente nel caso che si dimostri il contrario.

In più viene percepito come mancanza di rispetto nei confronti degli altri componenti del tuo teame ovviamente di motivare

4. Non dedicare attenzione ai propri collaboratori

Essere distanti dalle persone e lasciarle in uno stato di abbandono durante la loro giornata lavorativa, dimostrando poco interesse, si traduce nella scarsa produttività dei tuoi collaboratori.

Potrebbe essere che hai delle responsabilità o degli impegni durante la settimana e che per questi ragioni, quando incontri i tuoi collaboratori, lo fai solo perché ci sono dei problemi da risolvere, ma dovresti valutare di inserire nella tua agenda settimanale un incontro di brainstorming con i tuoi collaboratori, per individuare i punti di debolezza e invitare a proporre soluzioni, dove dai loro lo spazio di ascolto necessario in modo da fargli sentire parte dell’azienda, di provare quel senso di appartenenza che tutti gli esseri umani cercano. Magari potresti non essere d’accordo con quello che dicono, ma almeno li puoi ascoltare e questo aiuta motivare la squadra di collaboratori e ottenere un’aumento della loro produttività.

5. Essere critico nei confronti di chi sbaglia

Come dicevo sopra, questo non aiuta. Ovvio che è meglio se non ci sono degli sbagli, ma un atteggiamento negativo, sopratutto se l’errore è stato commesso in modo inconsapevole, porta ad un clima che rende il lavoro difficile.  Cercare di capire quali sono le soluzioni , invece di focalizzassi sul problema creatosi, ti porta in vantaggio sulla gestione dei tuoi collaboratori.

6. Non essere trasparenti

Non dare notizie sulla situazione dell’azienda, dimostra di essere poco trasparente verso il proprio gruppo di lavoro. Certo, esiste un limite per proteggere la riservatezza delle informazioni più sensibili, ma questo non significa non comunicare con trasparenza.

I bilanci sono in negativo, un collaboratore è stato licenziato, l’azienda ha perso un cliente importante ecc sono notizie che girano prima o poi. Si perde tanto tempo nel provare ad ipotizzare cosa farà in queste situazioni il titolare o il manager. E questo tempo potrebbe essere utilizzato per proseguire in modo efficace con il lavoro.

Condividere le informazioni con i propri collaboratori è un metodo efficace per fargli sentire importanti e responsabilizzati, oltre che a motivare la squadra di collaboratori della tua azienda.

7. Non saper delegare

In azienda, la figura più odiata, è quella del tuttologo. Quello che dice che fa prima a fare le cose, che spiegarle a una persona, e magari poi lo fa anche male.

Questo nasce dal fatto di sentirsi più bravo degli altri, ma anche dalla scarsa capacità di comunicare l’incarico della delega. Una persona che conosce l’importanza di delegare, lo fa serenamente. Lo comunica nel modo giusto, dedicandosi a svolgere quelle attività che producono maggior valore per l’azienda e nessun altro membro del team le può fare.

Delegando si trasmette fiducia verso i propri collaboratori e stimola il loro senso di responsabilità e coinvolgimento. Credo che questo è lo strumento più efficace per motivare la squadra di collaboratori.

Modello Delega Efficace ©MarinaIonescu

8. Fare micro-management

Questo succede quando hai finalmente avuto il coraggio di provare a non fare più tutto da solo e hai delegato il primo compito ad un tuo collaboratore. Ma adesso senti l’ansia e non riesci a non monitorare ogni minuto, tutti i passi che sta facendo la persona che hai incaricato. Questo vuol dire fare micro- management! E non è solo una gran perdita di tempo, ma è anche negativo per il risultato che produce, in quanto crea malumore nella persona sotto controllo.

Avere una visione strategica, dall’alto, ti può aiutare a rilassarti. Durante lo svolgimento del compito, definisci i momenti di check ( o la consulenza che devi dare alla persona in modo che possa svolgere il compito), che farai insieme alla persona, confrontandovi in modo produttivo e nello stesso momento lasciando spazio all’intraprendenza individuale.

9. Non pianificare e non verificare gli obiettivi del team

Non avere degli obiettivi per ognuno dei tuoi collaboratori, equivale a non avere le idee chiare per come guidare la tua azienda, il tuo reparto. Nel caso tu non abbia definito gli obiettivi, questo è il momento per farlo.

Una volta definiti e pianificati gli obiettivi, bisogna, a distanza di tempo, verificare non solo che gli obiettivi siano stati raggiunti, ma anche le attività che hanno portato al risultato. Bisogna indicare obiettivi precisi e soprattutto, delle tempistiche chiare, e al termine poter capire insieme alla tua squadra, l’andamento di queste attività.

E non dimenticarti anche di premiare in qualche modo chi raggiunge gli obiettivi, in modo da fargli sentire la soddisfazione di aver fatto un buon lavoro cosi riuscendo a motivare la squadra di collaboratori  in modo complessivo.

 

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